Dietro le quinte di “Il Piatto Unico”, il libro dello Chef Elio Sironi.
- Giulia Sandersen
- 28 ago 2025
- Tempo di lettura: 2 min
"che il lettore possa entrare nel piatto"
Ci sono progetti che sogni per tanto tempo, e poi, finalmente, arriva il momento in cui quel sogno prende forma. Così è stato per me con il libro “Il Piatto Unico”. Essere ingaggiata per realizzare le fotografie di questo progetto è stata una grande gioia, ma anche una sfida che mi ha messa alla prova in modi sorprendenti.
La sfida di raccontare un’idea
Coordinare tutto e dare un’idea chiara e coerente del progetto non è stato semplice. Ogni piatto doveva avere una propria identità, ma allo stesso tempo far parte di un racconto unico e armonioso. Lavorare in questo modo mi ha richiesto concentrazione, creatività e una cura maniacale dei dettagli, eppure superare queste sfide è stata una soddisfazione enorme.

Un team di professionisti eccezionali
Ho avuto la fortuna di lavorare con persone straordinarie. Professionisti che sanno il fatto loro, che ti fanno sentire a casa e ti danno la libertà di esprimere la tua creatività. Ogni scatto è stato costruito insieme, confrontandoci continuamente, per dare a ogni piatto il giusto carattere e allo stesso tempo inserirlo in un contesto più ampio, raccontando anche l’ambiente circostante. Questo mi ha permesso di creare immagini che non solo mostrano il cibo, ma trasmettono la sensazione di entrarci dentro, come se il lettore potesse quasi sentirne il profumo e la consistenza.
Raccontare il libro e chi c’è dietro
Non ci siamo fermati ai piatti: ho realizzato anche fotografie per raccontare la squadra, lo chef e la brigata al lavoro, catturando la passione, la professionalità e l’energia che animano la creazione di ogni ricetta. Ogni immagine racconta un dettaglio, un gesto, un momento di quel percorso, rendendo il libro un’esperienza completa, visiva e umana.

Giorni intensi e pieni di gratitudine
Il lavoro è stato faticoso: svegliarsi all’alba per essere a Ceresio e iniziare lo shooting con la luce giusta, gestire ogni dettaglio, coordinare il team… ma ogni fatica è stata ripagata dalla soddisfazione di vedere le immagini prendere vita e rispondere perfettamente all’idea iniziale del progetto.
Non posso non ringraziare Antonella di Italian Gourmet, che ho avuto la fortuna di conoscere al Sigep: senza di lei tutto questo non sarebbe stato possibile. Grazie anche allo chef per la fiducia che mi ha accordato, e alla sua brigata per la pazienza, la disponibilità e la professionalità.
Questo progetto mi ha ricordato perché amo il mio lavoro: la possibilità di trasformare il cibo in storie, emozioni e immagini che restano impresse, e di farlo insieme a persone straordinarie.















